La realtà aumentata non è soltanto la tecnologia attualmente più avanzata, ma anche quella più in voga: molti la vorrebbero integrare nelle proprie applicazioni già esistenti o addirittura crearne di nuove per sfruttare tutte le sue potenzialità. Spesso però c’è molta confusione sulla realtà aumentata e su cosa significhi davvero questa espressione. Vediamo allora di togliere qualche dubbio in merito scoprendo anche quali sono le differenze fra realtà aumentata e realtà virtuale.

Che cos’è la Realtà Aumentata

Per Realtà Aumentata (AR) si intende l’arricchimento dell’ambiente con contenuti digitali come immagini, suoni, informazioni, video, effetti grafici, etc.

Ma come si visualizzano queste informazioni aggiuntive?
Indossando degli speciali occhiali (smartglass) o degli appositi caschi, è possibile vedere il mondo che normalmente ci circonda migliorato con dei dati digitali sovrapposti e proiettati sulle lenti poste davanti ai nostri occhi.
Si possono usare anche smartphone e tablet (Android e Apple): utilizzando la fotocamera del dispositivo e puntandola su un obiettivo prefissato, chiamato marker o trigger, il contenuto digitale verrà mostrato all’utente. Si possono usare come marker degli speciali QR Code grafici, foto o immagini, oggetti o la semplice posizione GPS.

L’Augmented Reality non è solo uno strumento di marketing

Indubbiamente questa tecnologia in tutte le sue forme è un’arma eccezionale per l’esercito del marketing: campagne con cartelloni pubblicitari dal contenuto “aumentabile”, etichette e packaging animabili, video informativi ed emozionali sono solo alcuni esempi di come l’AR sia stata e continuerà ad essere utilizzata.

Le potenzialità però sono enormi perché non si tratta di un mezzo di comunicazione passivo, ma di un canale che rende partecipe l’utente in modo attivo: gli oggetti digitali mostrati tramite la Realtà Aumentata possono infatti funzionare da “attivatori” e scatenare così eventi diversi in base alla scelta dell’utente. Si tratta in questo caso di vere e proprie applicazioni che sfruttano l’AR come cruscotto per eseguire determinate operazioni. A tal proposito, è facile confondere la realtà aumentata con quella virtuale (VR).

Qual’è la differenza tra AR e VR?

Come abbiamo già spiegato, l’AR aggiunge elementi grafici e informazioni di vario tipo all’ambiente reale attraverso lenti di smartglasses, Visori AR o la fotocamera di smartphone e tablet, mentre nella Realtà Virtuale tutto l’ambiente circostante è digitale. Non ci sono trasparenze sulle quali proiettare dati digitali e non si guarda attraverso la fotocamera di un telefono.

La simulazione è un ambiente tridimensionale completamente digitale: può essere un rendering realistico o fantastico. L’utente vive un’esperienza a 360 gradi nel mondo simulato visualizzandolo attraverso visori 3D o caschi per la realtà virtuale. Con i dispositivi di ultima generazione, anche il VR si è evoluto diventando uno strumento per il lavoro e l’intrattenimento attivo: speciali controller permettono agli utenti di interagire con l’ambiente compiendo azioni riconducibili alla realtà. Prendere e spostare un oggetto, selezionare dei comandi da un pannello digitale, guidare un aereo, simulare un’operazione chirurgica o spegnere un incendio diventano operazioni semplici, con pochi rischi e ripetibili all’infinito e con infinite varianti, senza un grande impatto economico.

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