Fino a una decina di anni fa il cosiddetto “effetto WOW” alla presentazione di una novità in ambito tecnologico era garantito.
La nascita di nuove consolle dalle prestazioni formidabili, schede grafiche con elevate capacità di rendering e di conseguenza le elaborazioni 3D estremamente realistiche hanno sempre lasciato a bocca aperta il pubblico, ma negli anni la curva dello stupore è andata leggermente appiattendosi.
Basti pensare alla serie Final Fantasy che dal numero 7 in poi ha avuto un’evoluzione grafica pazzesca, ma l’esposizione continua e frenetica alle nuove tecnologie ha reso il pubblico quasi “immune” allo stupore.

Ori Inbar (Fondatore dell’Augmented World Expo – AWE e Super Ventures) rende chiara l’idea pubblicando questo Tweet, dove evidenzia la differenza tra l’anno 2009 con l’uscita dell’iPhone 3G e un embrione di realtà aumentata, e il 2019 in cui si annuncia la prossima uscita dell’iPhone 11 con una tecnologia avanzatissima.

Per ora la Realtà Aumentata è ancora capace di meravigliare gli utenti, ma quanto durerà?
Noi prevediamo che entro 4/5 anni questa tecnologia farà sempre più parte delle nostre vite e sarà integrata in più dispositivi – dagli smartphone agli wearable gadget – utilizzati quotidianamente.
L’AR perderà l’ “effetto WOW” di cui gode ora; è un problema o un’opportunità?
Finché rimarrà percepita come gadget utilizzabile solo nel marketing sicuramente in futuro sarà un problema.
Grazie alla tecnologia avanzata, già oggi è possibile usare la realtà aumentata in molteplici ambiti (medicale, industria, formazione, gaming, etc…) rendendola un vero e proprio tool che facilita e rende più efficiente il nostro lavoro. Questa è un’opportunità, ma chi saprà coglierla?